«Forza Italia è viva. Pronti a ricominciare dal nostro territorio»

«Forza Italia è viva. Pronti a ricominciare dal nostro territorio»

In pochi farebbero cambio, con un partito che perde i pezzi e non è certo nel suo momento d’ oro. La senatrice Alessandra Gallone, neocommissario cittadino e provinciale di Forza Italia, ha invece energia da vendere. Una trottola sul territorio, tra incontri e gazebo, con la cartina sul tavolo, per segnare le prossime tappe del suo tour dalla Bassa alle Valli.

Da dove le deriva questo entusiasmo?

«Dalle persone che sto incontrando: il partito c’ è, è vivo e vivace. Ringrazio chi mi sta aiutando senza sosta».

Lei ha appena adottato il quarto cagnolino..A qualche malalingua verrebbe troppo facile il paragone con Forza Italia: siete rimasti in quattro?

«Gli iscritti ci sono, gli amministratori anche e a breve riavvieremo il tesseramento anche per capire chi c’ è, chi arriva e chi è andato».

A proposito di chi è andato, dopo i deputati Alessandro Sorte e Stefano Benigni, anche l’ ex coordinatore Paolo Franco ha scelto di seguire Giovanni Toti.

«La scelta di Sorte e Benigni è francamente incomprensibile, potevano contribuire al rinnovamento del partito dall’ interno. Franco si era già dimesso in piena campagna elettorale».

Un problema di rinnovamento interno che resta.

«Il rinnovamento non è una questione d’ età. Si può essere già vecchi a 20-30 anni per come si affronta la politica e a 80 essere gagliardissimo. Detto questo Forza Italia guarda e apre ai giovani per i quali c’ è una prateria. Il loro punto di vista sarà ascoltato in particolar modo».

Franco non è stato tenero nel suo addio, parlando di mancanza di democrazia interna e scollamento dal territorio del partito.

«Spiace che chi oggi esce da Forza Italia lo faccia continuando a denigrare il movimento nel quale è cresciuto e ha ricoperto incarichi importanti. Non lo trovo corretto. Per andare poi in una realtà che andrà a ruota degli alleati mentre invece bisogna lavorare fianco a fianco. Come può affermare che non c’ è democrazia proprio chi è stato eletto coordinatore in un regolare congresso? Ora spero che ognuno possa dedicarsi a portare avanti le proprie proposte».

Conferma l’ alleanza con la Lega nel centrodestra?

«Assolutamente. Berlusconi ha creato il centrodestra. Nella casa del centrodestra ci si ritrova con la Lega, con la quale ho già impostato il dialogo a livello territoriale, anche se mantenendo differenze e prerogative. Forza Italia è un partito moderato e riformista, che porta una visione equilibrata, concreta e aperta».

Non siete quindi tentati dalle sirene di Renzi?

«La casa di Forza Italia è il centrodestra, non ci sposteremo mai dall’ altra parte».

Lei ha però ottimi rapporti personali con Giorgio Gori.

«Essere amici di vecchia data non significa necessariamente condividere le scelte politiche. Sono arrabbiata con lui sin dalla sua discesa in campo, perché l’ avrei visto meglio nel centrodestra: a quest’ ora avrebbe potuto esserne uno dei leader».

In città si dice che una parte di Forza Italia abbia fatto campagna elettorale per lui.

«Neanche per sogno, il gruppo cittadino è compatto. Gianfranco Ceci resta il nostro baluardo in Consiglio comunale e non lo lasceremo da solo nelle nostre battaglie. Mi affiancherà nella responsabilità del coordinamento cittadino».

Chi se n’ è andato da Forza Italia ce l’ ha anche con i ruoli paracadutati. Quando farete i congressi?

«Quali ruoli paracadutati? I coordinatori che se ne sono andati erano stati regolarmente eletti in congresso. È chiaro che in questa fase di riorganizzazione sul territorio quelli assegnati saranno ruoli “pro tempore” verso il percorso congressuale, che senza dubbio ci sarà. Anche se credo che la questione dei congressi sia molto interna. Alle persone interessano i contenuti, e sui temi coinvolgeremo sempre il territorio».

A partire da quali temi?

«Sicurezza, lavoro e ambiente sono in cima all’ agenda. In città abbiamo già fatto i gazebo per i taser in dotazione alla polizia locale, altri ne faremo in tutta la provincia».

In provincia avete già fatto la conta degli amministratori che avete?

«Molti mi hanno chiamato, altri li sto chiamando. Non domando loro “da che parte stai”, ma dico “dai che ricominciamo un bel percorso”. Vorrei rimettere insieme una comunità prima umana che politica. Un partito che torni a essere una casa aperta. Una casa oggi in ristrutturazione, di cui Bergamo è una stanza, che vogliamo far diventare molto bella e ariosa».

Per ora però Forza Italia è rimasta anche senza sede.

«Il vecchio coordinamento, quando si è dimesso, ha restituito la sede di via Pitentino. Mi sono ritrovata a partire da zero, ma è una bella sfida. Fino a inizio novembre resta aperto il point di via Borfuro, dove già domenica scorsa ho incontrato molte persone. Poi cercheremo un’ altra “vetrina”, visibile e facilmente raggiungibile: la porta è aperta».

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