Mobilitazione contro la riforma prescrizione, Forza Italia: «No al fine processo mai. Vogliamo una giustizia giusta»

Mobilitazione contro la riforma prescrizione, Forza Italia: «No al fine processo mai. Vogliamo una giustizia giusta»

«No al fine processo mai». Forza Italia, con in testa la senatrice e commissario provinciale Alessandra Gallone e il deputato Gregorio Fontana, fa sentire la sua voce contro l’ abolizione della prescrizione (inserita nella legge spazzacorrotti) voluta dai 5 Stelle. Al gazebo in via XX Settembre di ieri, per spiegare ai cittadini la Riforma – e continuare con la raccolta firme per introdurre nella Costituzione un limite invalicabile alla pressione fiscale – seguirà l’ appuntamento di domani: alle 11, convegno alla sala Mutuo soccorso, in via Zambonate 33. All’ incontro parteciperanno il deputato Enrico Costa, responsabile nazionale del Dipartimento giustizia di FI, e autore del ddl per abolire la Riforma targata Bonafede, e gli operatori della giustizia del Tribunale, della Procura, delle Camere penali e dell’ Ordine degli avvocati. Con loro, gli esponenti locali di Forza Italia. «Vogliamo una giustizia giusta». La senatrice ha rimarcato le principali conseguenze negative dell’ abolizione della prescrizione: «Per gli innocenti è un processo infinito, mentre va bene per i colpevoli che in questo modo restano a processo senza finire in carcere». E, nel volantino offerto ai passanti, si indica come «negli ultimi 25 anni, 26.412 persone sono state risarcite dallo Stato per ingiusta detenzione», in risposta all’ affermazione del ministro Alfonso Bonafede: «Gli innocenti non finiscono in carcere». La senatrice ha proseguito spiegando: «Noi difendiamo il giusto processo, che deve essere svolto in tempi ragionevoli. Serve una riforma organica, con la separazione delle carriere, ed è necessario investire sulla macchina giustizia, per i Tribunali e il personale». Su questo punto, una lode è andata a chi lavora in via Borfuro: «Un tribunale virtuoso, nonostante la carenza di organico». Mentre «la prescrizione, anziché aggiustare, segue la pancia della gente». Inoltre, l’ irragionevole durata dei processi, per gli azzurri, «colpisce duramente i diritti dei cittadini ed è una delle prime cause dei mancati investimenti da parte delle imprese estere». Ma il governo «non riuscendo, con una modifica strutturale e organica, a risolvere le cause che rallentano i processi ha pensato bene di cancellare la prescrizione, con una riforma che, se approvata, rischia di trasformare in biblici i tempi della giustizia in Italia».

Alessandra Loche. Articolo de L’Eco di Bergamo, 9 febbraio 2020

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