Foibe, spettacolo Anpi, Arci, Cgil, Acli e Porto; Gianluca Iodice (FI): “La summa del negazionismo, un insulto per i figli di morti ed esuli, una vergogna per Dalmine”

Foibe, spettacolo Anpi, Arci, Cgil, Acli e Porto; Gianluca Iodice (FI): “La summa del negazionismo, un insulto per i figli di morti ed esuli, una vergogna per Dalmine”

“È stato come se in occasione della Giornata della Memoria un gruppo di nazifascisti avesse promosso in uno spazio pubblico una serata per negare la Shoah. Un insulto per i figli di morti ed esuli, una beffa all’Italia, una vergogna per Dalmine”. Questo il commento del Vicesindaco di Dalmine Gianluca Iodice a proposito della serata promossa ieri da ANPI, ARCI, CGIL, ACLI  e Il Porto in occasione del Giorno del Ricordo.

“Temevo, ma speravo. – spiega – Temevo che la serata avrebbe avuto qualche sfumatura negazionista. Tuttavia speravo che i soggetti promotori dimostrassero un po’ di onestà intellettuale. Per questo, ho concesso la collaborazione del Comune e l’uso del Teatro. D’altra parte, si prometteva una serata scevra da strumentalizzazioni politiche”.

“Lo spettacolo in programma è stato introdotto da una prolusione storica di un’ora a cura di Grazia Milesi. La summa del più inaccettabile negazionismo. In sintesi, le sue conclusioni sono state le seguenti:

  • gli infoibati e gli esuli Italiani giuliano-dalmati se la sono meritata perché erano tutti fascisti
  • in realtà i numeri divulgati (11.000 infoibati e 250-300.000 esiliati) sono gonfiati
  • gli esuli hanno scelto liberamente di andarsene dalle loro terre per cogliere un’opportunità nella Repubblica Italiana
  • il Giorno del Ricordo è stato istituito sulla base di bugie e come rivalsa nei confronti del Giorno della Memoria
  • “il Presidente della Repubblica dovrebbe guardarsi bene dal fare discorsi come quello tenuto lo scorso anno sempre in occasione del Giorno del Ricordo”, racconta.

“Me ne sono andato: ho voluto così silenziosamente dissociarmi da tanta vergogna. Non altrettanto hanno fatto altri ex amministratori comunali presenti. Mi è stato riferito che lo spettacolo (“Quando il sommacco diventa rosso”) ha seguito la stessa linea”, dice ancora.

Ci saranno conseguenze: “La fiducia è stata concessa, ora le associazioni organizzatrici sono state misurate per la loro credibilità e il Comune e il mio assessorato d’ora in poi agiranno di conseguenze. La porta del Comune è e sarà sempre aperta per coloro che sanno esseri seri, ma sarà chiusa per chi non è eticamente, moralmente e storicamente corretto”, conclude Iodice.

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