Coronavirus, le nostre proposte economiche per le zone colpite

Coronavirus, le nostre proposte economiche per le zone colpite

Queste le prime azioni fondamentali per affrontare le criticità sul piano economico:

– Finanziamento per 100 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali, al fine di riconoscere indennizzi alle attività economiche produttive industriali, commerciali, alberghiere, turistiche, congressuali, del terziario, dei trasporti, colpite dalle misure di precauzione per il Coronavirus nei comuni direttamente e indirettamente interessati;

– Dichiarazione stato di emergenza per consentire alle imprese che non riescono a far fronte agli ordini di
invocare la causa di forza maggiore nei rapporti contrattuali;
sospensione rate mutui (con misura di reintegro interessi su rate di mutui sospese per impatto Coronavirus;

– Sospensione versamento imposte, contributi, ritenute su redditi da lavoro dipendente, adempimenti fiscali e amministrativi;

– Riduzione dell’aliquota IRAP;

-Riduzione delle aliquote IMU;

– Rifinanziamento ed estensione del Fondo centrale di garanzia per le PMI per le imprese colpite direttamente e indirettamente dall’epidemia con procedure di accesso semplificate;

– A livello comunitario non considerare ai fini del deficit le risorse stanziate a supporto delle zone colpite dall’epidemia
ammortizzatori sociali;

– Indennizzi per mancata partecipazione a fiere/manifestazioni nazionali/internazionali;

– Fondo a favore delle imprese dei territori colpiti per acquisto di dispositivi medici, presidi sanitari e per rafforzamento presenza medici in azienda;

– Garantire la logistica degli alimenti. Se si bloccano i centri di distribuzione o i trasporti a cascata si fermerà tutto. Nel milanese hanno sede le più importanti aziende di trasformazione, i loro magazzini e i centri di distribuzione;

– Dare continuità al lavoro delle imprese agricole in modo particolare quelle della filiera zootecnia evitando blocchi
per la movimentazione del bestiame;

– Fare di tutto affinché i luoghi di lavoro diventino posti sicuri attraverso un intervento su quello che bisogna fare in azienda: informazione, disinfezione, vigilanza;

– Altro settore che rischia molto è il comparto ortofrutticolo, ci sono catene europee che stanno disdicendo il carico di frutta e verdura se non accompagnato da certificazione che attesti la non presenza del virus sebbene, come noto, il virus non può essere trasmesso tramite prodotti agroalimentari né tramite cose ed oggetti. In Emilia Romagna i lavoratori dei Paesi dell’est stanno abbandonando le aziende ortofrutticole per paura di essere bloccati in Italia.

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