L’intervento di Gregorio Fontana alla Camera nel corso dell’informativa del Ministro Speranza sull’emergenza Coronavirus

L’intervento di Gregorio Fontana alla Camera nel corso dell’informativa del Ministro Speranza sull’emergenza Coronavirus

Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi,

il nostro primo pensiero, ascoltando le sue parole, va ai veri eroi di queste giornate drammatiche: i medici, gli infermieri, il personale sanitario, gli operatori dei mezzi di soccorso. Donne e uomini che ogni giorno mettono a rischio la loro salute e la loro vita per salvare quella di tutti noi. A loro vorrei rendere omaggio per la quotidiana prova di professionalità, di spirito di sacrificio. Le testimonianze emozionanti e dolorose che vengono da tanti ospedali italiani sono l’emblema del dramma che il nostro paese sta vivendo, ma anche della grandezza del nostro popolo, del generoso sacrificio di molti italiani. Ho parlato del personale sanitario, ma non possiamo dimenticare tutti gli altri, dai quali dipende la possibilità di andare avanti nell’emergenza. Penso alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile, alle Forze Armate. Penso ai lavori che non si possono fermare, a chi opera nelle farmacie, nei supermercati, nei trasporti, in tutte le attività che comportano un contatto con il pubblico, e che quindi sono diventate un atto di coraggio.

Signor ministro, l’Italia è un grande paese e nell’emergenza lo sta dimostrando. Lo dimostrano gli italiani che nella grande maggioranza accettano un regime di sacrifici difficile da tollerare, ma necessario per rallentare – e speriamo per interrompere – la spirale del contagio.  Sacrifici che per molti non sono soltanto il disagio o la noia di non poter lasciare le loro case. Significano aziende che rischiano di chiudere, posti di lavoro in pericolo, attività completamente bloccate dalle quali dipende la vita di molte famiglie. 

Proprio per rispetto nei confronti degli italiani le istituzioni devono dimostrarsi unite, la classe dirigente del paese dev’essere all’altezza della situazione. Per questo il Presidente Berlusconi ha offerto la collaborazione di Forza Italia come opposizione responsabile, per questo abbiamo evitato ed evitiamo ogni polemica, anche se non possiamo chiudere gli occhi sugli errori che ci sono stati e continuano ad esserci.

Non possiamo permetterci di dare ad un paese disorientato, stremato, spaventato, indicazioni confuse e contraddittorie. La circolare della sua collega Ministro dell’Interno è un errore che non ci possiamo permettere. Il governo, le regioni, gli organi di informazione, chiedono da settimane ai cittadini di non uscire di casa, e ora si rischia di fare confusione. Non possiamo dare alle persone il messaggio di poter allentare i freni, che il peggio è passato, il rischio è pagare un prezzo molto caro, in termini di nuovi malati, di nuove vittime, di un blocco ancora più lungo di ogni attività produttiva.

Lei signor Ministro, ha difeso ed anzi rivendicato l’opera del governo dall’inizio di questa emergenza. Lo comprendiamo, è suo dovere farlo, ma la realtà non è così positiva. Vi sono stati errori, da parte del governo, sottovalutazioni, reticenza nell’accogliere il grido d’allarme delle regioni del Nord, lentezza nell’assumere provvedimenti che, se adottati prima, sarebbero stati più efficaci. Tutte queste sono  vicende che un giorno andranno esaminate e discusse, anche e soprattutto per non sbagliare ancora in futuro. 

Ma non è oggi quel momento. Del resto, dobbiamo darle atto, signor Ministro, di un suo personale atteggiamento di sobrietà e di disponibilità che abbiamo apprezzato. 

Forza Italia però oggi si aspetta, non solo da Lei ma dall’intero governo, che la disponibilità non sia soltanto formale, che l’ascolto non sia solo un atto di cortesia. Come ha detto il Presidente Berlusconi, ci aspettiamo di lavorare insieme, sia sugli aspetti sanitari che su quelli economici, come è necessario in una guerra, per vincere insieme un nemico insidioso che sta mettendo in pericolo il nostro futuro. 

Noi crediamo che il governo possa e debba fare di più. Chiediamo per esempio di approfondire tutti i metodi possibili per diagnosi veloci ed efficaci, coinvolgendo anche i laboratori privati: l’isolamento sociale dei soggetti portatori di contagio è molto difficile quando neppure a medici ed infermieri vengono fatti i tamponi.  Chiediamo di rendere obbligatorie le mascherine in tutti i luoghi aperti al pubblico, dalle metropolitane ai supermercati, e di rendere naturalmente disponibile gratis un numero adeguato di dispositivi. Chiediamo ancora di tutelare il personale sanitario, che oggi sta rischiando la vita, dallo sciacallaggio vergognoso di alcuni legali senza scrupoli, deplorati dal loro stesso ordine, che si fanno pubblicità e cercano clienti fra le famiglie delle vittime, proponendo cause di risarcimento contro i medici che stanno lottando per salvare vite umane. Oggi i nostri medici meritano della stessa tutela di cui godono i magistrati. 

Signor Ministro, chi Le parla in quest’aula ha il privilegio di rappresentare un territorio, la provincia di Bergamo, che è quello colpito in modo più drammatico. L’immagine simbolo di questa tragedia, quella della fila di autocarri dell’esercito che portano via le salme delle vittime, è l’immagine delle strade della mia città. I nomi di Alzano, di Nembro, di Albino, dei comuni della Val Seriana sono diventati tristemente famosi in tutt’Italia come epicentro di questa tragedia. Non c’è famiglia, nella mia terra, che non sia stata toccata dal lutto e dal dolore. Secondo una stima dell’Eco di Bergamo, le vittime vere nella nostra provincia sarebbero il doppio del numero già drammatico annunciato ufficialmente. Sto parlando di 4500 persone, in una sola provincia.

Però, signor Ministro, da Bergamo vengono anche segnali di riscossa: il nuovo ospedale da campo, realizzato dagli Alpini, e da tanti volontari bergamaschi, in tempi ancora più rapidi di quelli cinesi, è la dimostrazione di quanto la nostra gente sa fare, soprattutto nell’emergenza. Questo popolo di Bergamo, di Brescia della Lombardia, dell’Italia merita un grande futuro.  E’ a nome loro, signor Ministro, che le dico: lavoriamo insieme, mettendo da parte i giochi della politica, ma facciamo presto, facciamolo con serietà e con coerenza: Ogni giorno che passa, ogni annuncio ritardato o contraddetto, sono vite umane che se ne vanno, sono posti di lavoro che si perdono, è la luce della speranza che si allontana. 

Noi ci siamo, Forza Italia c’è, ci aspettiamo che chi ha la responsabilità di guidare gli italiani sia all’altezza del nostro grande paese.  

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