Decreto sicurezza, Fontana (FI): “Governo sordo alla richiesta di ascolto del territorio nella gestione dell’emergenza immigrazione”

Decreto sicurezza, Fontana (FI): “Governo sordo alla richiesta di ascolto del territorio nella gestione dell’emergenza immigrazione”

Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia già membro della commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti nella XVII legislatura, ha dichiarato:
“Insieme a molti sindaci nella provincia di Bergamo, interessati dalla presenza di strutture di accoglienza nel proprio comune, denunciamo da anni, fin dall’inizio della crisi migratoria, le criticità emerse nell’apertura e nella gestione dei centri per l’accoglienza straordinaria.
Forza Italia ha voluto dare voce ai cittadini della provincia di Bergamo e di tante comunità italiane con un ordine del giorno, da me presentato, al decreto sicurezza per impegnare il Governo ad un parere vincolante dei sindaci, come rappresentanti dei cittadini e migliori conoscitori del proprio territorio, prima dell’apertura di centri di accoglienza nei rispettivi comuni. Questo anche e soprattutto in considerazione dell’aumento esponenziale degli sbarchi che proprio quest’anno tocca un +200% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e che causeranno un aumento della presenza di richiedenti asilo.
Il Governo ha respinto la mia proposta, confermando la volontà di un tragico ritorno al passato degli sbarchi incontrollati e di un sistema di accoglienza che si è distinto per essere inefficiente, costoso e criminogeno, anche nella realtà bergamasca.
I centri di accoglienza aperti senza considerare la realtà sociale, economica e di sicurezza rappresentano infatti un fortissimo stress per le comunità che li ospitano, con conseguenti disagi sociali e di sicurezza dovuti anche alla totale mancanza di rispetto delle quote stabilite dallo stesso Ministero dell’Interno, di 1 migrante ogni 1000 abitanti. Assistiamo al contrario a casi incredibili, come quello della frazione di Botta di Sedrina dove ancora oggi sono presenti 60 richiedenti asilo (erano arrivati anche a toccare quota 180) in una comunità di 800 abitanti, negli scorsi anni infatti in ben 10 comuni orobici il numero di richiedenti asilo superava ampiamente il rapporto di 1 a 100. Una situazione – conclude Fontana – intollerabile e a cui deve essere posto rimedio.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *